LAVORATORI UNICOOP DEI MAGAZZINI DI LASTRA A SIGNA & SESTO FIORENTINO

"Turni estenuanti e zero tutele". Protesta dei lavoratori della Cft.


Scandicci
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Grande preoccupazione tra gli operai del magazzino Unicoop, per l'80 % immigrati
"Prima gli incidenti si verificavano una volta ogni 15 anni, ora sono frequenti"

Raccontano di turni lavorativi massacranti che ti fanno arrivare alla sera stravolti, con la sola forza di andare a letto: sono alcuni dei lavoratori del centro distribuzione merci Unicoop Firenze, dipendenti della Cft (Cooperativa fiorentina trasporti), cui dal 2005 è stato appaltato l'intero turno pomeridiano e notturno del magazzino di Scandicci. "Si entra all'ora di pranzo - spiega un operaio che chiameremo Pablo - ma non si sa mai a che ora si esce".

I loro colleghi del turno mattutino, dipendenti di Unicoop in questo caso, al loro arrivo trovano ancora il messaggio sul display dei muletti: "stasera si va via alle 10", "alle 11"o "a mezzanotte" a seconda delle necessità (il turno pomeridiano dovrebbe concludersi alle 21).

Nel periodo di Natale raccontano di essersi fermati in certi casi soltanto alle 2 di notte. A destare la maggiore preoccupazione fra i lavoratori Cft (per la stragrande maggioranza, ben l'80%, extracomunitari), sono ad ogni modo le condizioni contrattuali che portano, secondo loro, a forti ripercussioni nella sicurezza sul lavoro: hanno l'obbligo di trasferire almeno 130 colli orari (gli imballaggi delle merci da porre sul muletto); soltanto oltre questa soglia scatta il premio di produzione altamente ambito da chi ha moglie e figli da mantenere. Ai loro colleghi del mattino, dipendenti Coop, vengono richiesti 114 colli orari (anche se riescono a trasportare in media solo 106 colli orari). Per arrivare a quota 130 colli si raccontano scene folli: muletti alzati al massimo in modo di trascinare per terra il doppio degli imballaggi; comandati in avanti anziché in laterale come prescritto dalle normative 626; segnaletica a terra ignorata da tutti con scontri tra muletti quasi all'ordine del giorno e infortuni passati da uno ogni 15 anni ad una frequenza mensile: l'ultimo a visto come vittima un nigeriano cui è rimasto un piede schiacciato sotto il muletto.

Il tutto senza mai una denuncia sindacale: l'ultima riunione(eccezion fatta per quella momotematica sul Tfr) risale ad oltra due anni e mezzo fa; i lavoratori Cft da parte loro non hanno tanta voglia di stare a reclamare: il contratto di lavoro equivale infatti al permesso di soggiorno.

"Per Cft - racconta un dipendente - ho lavorato in tanti magazzini per altre catene della grande distribuzione, ma mai sono stato sottoposto a turno così estenuanti". Fra i lavoratori del magazzino di Scandicci è ancora ben impresso nella memoria il ricordo del loro collega peruviano, poco più che ventenne, vittima in una notte d'estate del 2005 di uno strano incidente stradale: appena uscito dal lavoro, si schiantò in via Baccio da Montelupo con il proprio ciclomotore contro un mezzo che proveniva dalla direzione opposta; in Perù dai suoi familiari tornò avvolto in una bara. Fra i lavoratori della Cft, al sentenza è unanime: "vittima della stanchezza".

Buste paga più "leggere" per i dipendenti in appalto
Il raffronto
Le ragioni che hanno spinto Unicoop ad appaltare il turno pomeridiano e notturno del magazzino di Scandicci sono presto spiegate: busta paga alla mano, un dipendente Coop del centro distribuzione merci percepisce in media 1.246 euro netti al mese, per 36 ore di lavoro settimanali, con due giorni di riposo su sette. Un lavoratore Cft, si ferma a 809 euro mensili per 40 ore settimanali di base, con un solo giorno di riposo. inoltre i primi hanno diritto alla malattia retribuita; per i secondi i primi tre giorni di assenza sono gratis.

"Il Firenze" 12/6/07 Gabriele Firmani provincia@ilfirenze.it

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